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Italia shock: addio mondiali

Ventura sbaglia ancora, la Svezia ci condanna

Zero gol fatti in due partite. Ed un autogol subito. Con il risultato aggregato di 1-0, la Svezia ci spedisce sul divano di casa a guardare un mondiale senza azzurro. Come, in precedenza, era successo solo nel 1958. Il disastro firmato Ventura, però, era ampiamente prevedibile. Una nazionale arrogante era arrivata a pensare di poter giocare a Madrid con uno spregiudicato 4-2-4 senza prestare il fianco alle Furie Rosse. Il risultato fu, ovviamente, terrificante per i nostri colori e segnò lo spartiacque di un naufragio senza precedenti. Da quella partita in poi una serie di prestazioni indegne, senza carattere, senza gioco e con poche idee confuse.

San Siro non basta, gli azzurri pungono poco

Non è servito schierare Gabbiadini con Immobile in attacco, Florenzi e Jorginho a centrocampo per dare sostanza ad una squadra senz’anima. La nazionale gioca meglio delle ultime partite viste da settembre in qua, ma è impaurita. Gioca contratta e non costruisce azioni pericolose. Poi, dopo il 30° si sveglia. Una fiammata improvvisa, con Candreva che manca un gol dal mezzo dell’area, e tutto sembra cambiare. La spinta si fa più convinta e continua, ma è ancora troppo sterile. Il secondo tempo, tolta un’occasione che Immobile non concretizza e un tiro di el Shaarawy ben parato dal portiere paracarro svedese, ci regala ben poco. C’è tanta disperazione nella manovra italiana e quando Bernardeschi viene inserito in una zona del campo in cui avrà forse giocato quando frequentava la terza elementare, il gioco è fatto. Insigne resta a marcire in panchina e nemmeno il buon Buffon in mezzo all’area al 94° riesce a fare il miracolo. Triplice fischio e sgomento azzurro.

Quale futuro per questa Italia?

Ora l’unica domanda che ci attende è: “A quando le dimissioni dei colpevoli?” Perché sì, Ventura ha compiuto lo scempio, andando in totale confusione e smembrando una selezione che fino a settembre sembrava viaggiare verso una tranquilla qualificazione via spareggio. Ma Ventura è stato scelto da chi? Chi ha permesso che l’Italia collezionasse due eliminazioni ai gironi negli ultimi due mondiali? Figuracce tante in questi anni, condite da qualche buona reazione a livello di Europei, ma programmazione zero. Ora serve una vera rifondazione. Dalle basi, per raggiungere il vertice. Dopo quasi 24 ore dall’eliminazione né Ventura né Tavecchio hanno ancora rassegnato le loro dimissioni. Perché il sistema è marcio ed è stato completamente distrutto da 15 anni di continue mangerie a più livelli. E se anche Ventura preferisce attaccarsi alla panchina come una cozza al suo scoglio per non perdere 700 mila euro, ecco chiarito il valore di chi ha guidato il nostro calcio negli ultimi anni. La rifondazione parta subito, senza attendere, perché il tempo scappa e non aspetta nessuno. E noi abbiamo un intero movimento da rifondare. Dalle basi, per raggiungere il vertice.

 

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